Cosa dire allo psicologo al primo colloquio?

Cosa dire allo psicologo?

Avete fissato il primo colloquio con lo psicologo e state aspettando il fatidico giorno. Probabilmente sapete bene il motivo per il quale lo avete contattato, ma vi state chiedendo cosa dire allo psicologo la prima volta che lo vedete, al primo colloquio. Questa domanda è del tutto lecita, anche perché spesso non si conosce molto del lavoro clinico che si andrà a fare. Molti esempi arrivano dal mondo cinematografico, in cui vediamo i pazienti distesi sui lettini che parlano a ruota libera di ogni cosa gli venga in mente. In questo articolo cercherò di dare delle indicazioni per prepararsi al primo colloquio con lo psicologo.

Come prepararsi al primo colloquio con lo psicologo?

Vi state chiedendo come prepararsi al primo colloquio con lo psicologo? Oppure, cosa portare? Quanto tempo prima arrivare?
Tutte domande lecite, ma nessuna preoccupazione. Il primo colloquio non è diverso da altre visite mediche, anzi. Molto probabilmente, lo specialista saprà mettervi a vostro agio, rispettando le vostre insicurezze, incertezze e i vostri timori. Ecco quindi un elenco di preparativi e comportamenti utili per affrontare il primo colloquio con lo psicologo.

Come prepararsi al primo colloquio con lo psicologo?
  • Arrivate con il giusto anticipo, poiché essendo la prima volta potreste avere difficoltà a trovare lo studio o a parcheggiare la macchina. Solitamente, è possibile accomodarsi in sala d’attesa e aspettare lì il proprio turno.
  • Se andate per un motivo preciso, sarà utile preparare mentalmente (senza il bisogno di scriverlo!) un elenco di episodi che descrivano il motivo del consulto. Ricordatevi che non sarà necessario approfondire già in principio questi episodi, ma sarà compito dello psicologo guidarvi nell’esplorazione del problema. Se non avete ben chiaro il motivo per il quale vi state recando all’appuntamento, ma avete più situazioni che hanno bisogno di essere discusse, niente panico. Anche questo è un dato importante che vi permetterà di iniziare il colloquio esponendo proprio questo, come problema principale.
  • Se avete dei sintomi fisici, sicuramente lo psicologo vorrà scongiurare la possibilità che questi siano causati da patologie organiche, quindi da malattie fisiche. Perciò, se avete già provveduto a fare delle visite specialistiche, potrebbe essere utile raccogliere tutta la documentazione e portarla durante il primo colloquio. In alcuni casi, lo psicologo potrebbe chiedervi di approfondire determinati sintomi recandovi da un altro medico specialista che vi prescriverà esami strumentali. Comunque, non è detto che ciò si verifichi.

Cosa dire allo psicologo?

Per alcune persone andare al primo colloquio con uno psicologo può essere fonte di ansia e stress. Infatti, non è come la solita visita medica, dalla quale si sa già cosa aspettarsi. Spesso, il lavoro dello psicologo è pensato in modo molto stereotipato, con pregiudizi e immagini cinematografiche. Non è proprio così. Al lettino della più classica psicoanalisi freudiana si sono sostituite scrivanie. Il terapeuta silenzioso e analizzante, in alcuni casi, si è trasformato in uno specialista attivo e propositivo nel costruire il lavoro insieme al paziente. Ovviamente, tutto ciò dipende dall’orientamento utilizzato. In questo senso, lo psicoterapeuta cognitivo comportamentale sfrutta la forte collaborazione con la persona per raggiungere i suoi obiettivi. Per altri tipi di orientamento, vi consiglio di leggere questa guida.

Quindi, cosa dire allo psicologo, sia nel primo colloquio sia nei successivi? Non esiste una formula magica, una ricetta valida per tutti, in ogni occasione. La cosa migliore da fare è di esporre il problema nel modo più naturale che viene. Questo perché anche la modalità con la quale la persona racconta la sua esperienza o il motivo del suo consulto è fonte di molte informazioni per lo psicologo. Ma non c’è da preoccuparsi: in questo caso, le informazioni ottenute sono utilizzate con fini “positivi”, ossia per arrivare più facilmente ad una formulazione del funzionamento psicologico del paziente.

In generale, non dovrete preoccuparvi troppo a pensare cosa, come e quando dire qualcosa di particolare. Sarà il professionista a guidarvi nella comunicazione. In fondo, uno dei suoi compiti è anche questo!

Come dire che vado dallo psicologo?

Se prepararsi per il primo colloquio con lo psicologo può essere fonte di ansia, per alcune persone trovarsi di fronte alla necessità di comunicare questa scelta può essere un grande ostacolo. Infatti, non è raro che chi si rivolge ad uno psicologo lo tenga nascosto. Probabilmente, questo è frutto di limiti imposti dagli stereotipi relativi al mondo della psicologia.

In ogni caso, premettendo che non è obbligatorio comunicare questa decisione agli altri e che voi avete il diritto di veder rispettata la vostra privacy, a volte può essere importante dire a chi ci sta intorno che si va dallo psicologo. Anche in questo caso, per capire come dire che si è seguiti da uno psicologo va tenuto in considerazione il fatto che non esistono formule valide per tutti. Le differenze tra le situazioni di ognuno sono talmente tante che vanno valutate in quanto esperienze estremamente soggettive. In generale, ecco le domande guida che possono aiutarvi nel decidere come dire che vado dallo psicologo.

Come dire che vado dallo psicologo?

Quanto siete in confidenza con quella persona?

Il grado di intimità e confidenza con una persona determina il modo in cui state all’interno della relazione con essa. Potreste essere persone senza troppi filtri (e quindi, che tendenzialmente raccontano ogni aspetto della loro vita a tutti), oppure persone più riservate. Se andare da uno psicologo fa parte di quegli aspetti della vostra vita più intimi, è evidente che solo le persone con cui condividete una buona relazione confidenziale saranno adatte a ricevere questa “parte di voi”.

Quanto sentite la necessità di aprirvi?

Ci possono essere dei momenti in cui il percorso psicologico rimane un aspetto della vostra vita privata che non volete condividere. In questo caso, i motivi possono essere tantissimi. Rispettate il bisogno di condividere le vostre esperienze che sentite, senza forzarvi.

Siete disposti a tollerare un’eventuale insistenza dell’altra persona?

Di fronte alla vostra comunicazione, è possibile che l’altra persona insista per saperne di più sull’esperienza che avete iniziato. Probabilmente perché la curiosità è tanta, oppure perché vorrebbe sapere di più rispetto al vostro disagio, forse per capire come aiutarvi. In ogni caso, è un diritto che l’altro può prendersi. Sta a voi limitarlo, difendendo i vostri spazi vitali.

Pensate che potrebbe essere utile dirlo?

A volte, il gioco non vale la candela. Se per voi è difficile aprirvi con altri su questo tema e pensate che non cambierebbe nulla della vostra vita, valutate se è il caso di farlo. Ricordate sempre che rendere partecipi gli altri dei propri successi, delle proprie aspirazioni o delle proprie necessità non è sempre necessario, ma a volte può essere utile per far capire anche ciò di cui potreste aver bisogno.

In ogni caso, è opportuno ricordare che, qualora abbiate già iniziato un percorso psicologico, lo specialista è a vostra disposizione anche per trattare questo dubbio e per valutare la possibilità, oltre alla modalità, di comunicare le vostre scelte agli altri.
Per tutti gli altri dubbi, sono a disposizione per cercare di dargli una risposta.

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