Qual è il rapporto tra extrasistole e ansia?

Il rapporto tra extrasistole e ansia

Qual è il rapporto tra extrasistole e ansia? Qual è il significato di “extrasistola”? Perché se ho l’ansia aumentano le extrasistole? In questo articolo cercherò di spiegare in modo chiaro, senza termini particolarmente complessi, il funzionamento del cuore e il rapporto che questo ha in casi di ansia elevata.

Prima di occuparci del rapporto tra extrasistole e ansia, dobbiamo capire cosa sono queste alterazioni che a volte capita di sentire. Secondo l’Istituto di Ricerca Humanitas, le extrasistole sono alterazioni del ritmo cardiaco e ne rappresentano la forma più comune. Si possono riscontrare sia in pazienti con patologie cardiache, sia in pazienti sani, per i quali non creano problemi.

Da un punto di vista fisico, il cuore è diviso in quattro “camere” e funziona grazie a impulsi elettrici. La corrente si origina nella camera in alto a destra, che è considerata la “centrale elettrica principale”. In seguito, l’impulso elettrico passa nelle altre camere. Questo permette al cuore di avere delle contrazioni, cosa che serve per spingere il sangue con la giusta potenza per tutto il nostro corpo. A volte, però, è possibile che il primo impulso che comanda tutta la contrazione del cuore non arrivi dalla camera in alto a destra. Infatti, questo potrebbe generarsi in altre parti del cuore. In questo caso si ha un’extrasistole.

Le conseguenze fisiche dell’extrasistole sono principalmente la riduzione della distanza che potrà fare il sangue grazie alla contrazione di quel preciso momento, specialmente se le extrasistole sono frequenti.

Il cuore che batte può dare origine alle extrasistole

Quali sono i sintomi delle extrasistole?

Spesso le extrasistole non hanno sintomi particolari e non sono percepite dal soggetto. Altre volte, possono causare sensazioni ritenute sgradevoli. Alcune di queste possono essere:

  • Sensazione di mancanza di un battito
  • Sfarfallio al centro del petto
  • Battito più intenso
  • Percezione di un “tonfo” o di un vuoto
  • Palpitazioni (se le extrasistole sono ripetitive)

Essendo una situazione che interessa il cuore, uno dei centri più importanti del nostro corpo, ad essa sono collegate altre situazioni, percepite anch’esse come fastidiose. Per esempio, si possono riscontrare:

  • Mancanza del respiro (dispnea)
  • Vertigini
  • Senso di fatica

Rapporto tra extrasistole e ansia

Ora che abbiamo capito cosa sono le extrasistole, è arrivato il momento di analizzare il rapporto che le lega all’ansia.

L’ansia è un’emozione presente nella vita di tutte le persone. Ci sono alcuni che la vivono più intensamente di altri, altre persone che la reputano un problema, altre ancora che non se ne preoccupano e ci convivono serenamente. Come tutte le emozioni, anche l’ansia ha tre effetti principali sulla nostra vita: comportamentali, mentali, fisici.

In questo articolo, i gli effetti fisici delle emozioni sono maggiormente rilevanti. Vediamo perché.

Come ho già avuto modo di spiegare, l’ansia corrisponde ad un’attivazione psico-fisica (mentale e corporea) in presenza di un pericolo. Per combattere i pericoli, abbiamo bisogno di energia, di un corpo pronto e reattivo che possa affrontarli. Da ciò capiamo l’importanza dell’ansia nel preparare il nostro corpo all’azione. Infatti, questa emozione mette il fisico in condizione di “attaccare o fuggire”. Tuttavia, in ogni caso, abbiamo bisogno di muscoli contratti, di maggior quantità di ossigeno e quindi di una maggior velocità nel trasporto di questo alle varie parti del corpo. Il trasporto dell’ossigeno avviene grazie al sangue. Quindi, un aumento dell’ossigeno immagazzinato coincide con un aumento del sangue che circola.

Il rapporto tra extrasistole e ansia, a questo punto, pare molto più chiaro. Infatti, se l’ansia aumenta la frequenza cardiaca, il cuore avrà bisogno di più impulsi per contrarsi. Ne deriva che avremo più occasioni di sentire le alterazioni spiegate in precedenza.

I sintomi delle extrasistole in relazione all'ansia.

Perchè quando sono in ansia sento più extrasistole?

Anche questa domanda è molto frequente. Proviamo a capire come i processi mentali aumentano la percezione di stimoli fisici.

Infatti, non possiamo focalizzarci solo sugli effetti fisici delle emozioni: l’aspetto mentale gioca un ruolo estremamente rilevante nel rapporto tra extrasistole e ansia.

Quando siamo davanti a un pericolo, si attiva l’emozione di ansia. Da ciò possiamo intuire come, grazie all’attivazione del corpo e della mente, abbiamo maggiori energie mentali a disposizione per fronteggiarlo.

In particolare, le energie si traducono in maggiore attenzione rispetto agli stimoli che consideriamo pericolosi. Probabilmente, per alcuni dei lettori le extrasistole sono un problema. Questo, poiché sono interpretate come eventi catastrofici che creano un danno o che porteranno a situazioni spiacevoli e drammatiche: “rush”, svenimento o persino morte, secondo l’immaginario più tremendo di qualcuno.

Infatti, più una persona interpreta un evento come minaccioso e più sarà portata a prestare attenzione all’evento stesso. Per esempio, se passiamo accanto ad un recinto con un grosso cane all’interno che abbaia, saremo più portati a controllare che, per esempio, non vi siano buchi nella rete o non vi sia il cancello aperto.

Quali sono le conseguenze?

Questo è il ruolo che gioca “l’attenzione selettiva”: seleziona gli stimoli considerati pericolosi per cercare di controllarli. Per esempio, nel caso del rapporto tra extrasistole e ansia, l’attenzione selettiva ci permette di focalizzarci sull’alterazione del battito cardiaco.

Ne consegue che più la persona sente le extrasistole, più sale la sensazione di pericolo, più aumenta l’ansia. Infine, il cerchio si chiude, poiché se c’è più ansia, aumenta la frequenza con la quale il cuore si contrae e l’attenzione selettiva percepisce più nello specifico le eventuali alterazioni. Insomma, registriamo anche una piccola anomalia, del tutto innocua.

La maggiore attenzione ai segnali del corpo aumenta la percezione degli stessi.

A questo punto, dovrebbe essere chiaro il rapporto tra ansia e extrasistole. Se hai ancora dei dubbi o senti la necessità di approfondire, ti invito a scrivermi. Risponderò nel più breve tempo possibile. Inoltre, ti invito a seguire gli aggiornamenti del sito per rimanere sempre informato su articoli simili.

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2 commenti su “Il rapporto tra extrasistole e ansia”

  1. Buonasera ho una domanda il soffro di extrasistole da qualche anno ho fatto da 3 mesi un eco cardiogramma per sentirmi più tranquilla il referto era perfetto poi ho fatto un holter un anno fa con una 60 di extrasistole però il mio cardiologo mi ha detto di stare tranquilla…. la mi domanda è questa sono giorni un po’ agitata anche nei momenti di calma le extrasistole non mi stanno lasciando …. sto usando anche un antiacido perché ho pensato fosse lo stomaco ma nulla … se l’eco cardiogramma va bene ho bisogno di fare ulteriori controlli

    1. ziglioli.francesco

      Se l’ecocardio va bene e lo specialista ritiene che non abbia bisogno di ulteriori approfondimenti, perché dargli torto?
      Stomaco e cuore non hanno un relazione diretta.
      Probabilmente, il suo è un problema che richiede l’intervento di uno psicologo, non di un cardiologo. Infatti, sembra che gli stimoli del corpo le causino non poche preoccupazioni.

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