Perché ho paura di guidare in autostrada?

La paura di guidare in autostrada

Una domanda che mi sento spesso fare è: “Perché ho paura di guidare in autostrada?”. In effetti, è una condizione molto frequente, specialmente in chi soffre di ansia cronica o attacchi di panico.

In questo articolo cercheremo di capire il motivo di questa paura, analizzando i pensieri che sostengono il disagio. Soprattutto, vedremo come i pensieri e l’ansia creano una condizione perfetta per evitare di guidare. In tal modo il problema si mantiene nel tempo e diventa via via sempre più resistente al cambiamento. Infine, analizzeremo le strategie terapeutiche che si possono applicare in queste situazioni.

Prima di continuare, ti invito a approfondire il tema degli attacchi di panico per capire meglio in che modo è possibile arrivare alla massima intensità dei sintomi legati a questo timore.

Prima di capire perché le persone hanno paura di guidare in autostrada, cerchiamo di capire come si manifesta questo timore. Innanzitutto, è bene chiarire che è possibile assistere a queste situazioni sia nel momento vero e proprio della guida, sia in anticipo, quando si immagina di dover guidare in autostrada.

In entrambi i momenti, chi ha paura di guidare, può manifestare i seguenti sintomi:

  • tachicardia;
  • sudorazione;
  • vampate di calore;
  • tremori;
  • rigidità muscolare;
  • giramenti di testa;
  • respiro affannoso;
  • fame d’aria;
  • peso sullo stomaco e nodo in gola.
Perché ho paura di guidare in autostrada: sintomi.

Come puoi vedere, questi sintomi sono esattamente quelli dell’ansia (e se non sai quali sono, ti consiglio di leggerli). Infatti, quando la persona che ha paura di guidare in autostrada inizia a pensare di doverlo fare o si trova in quella situazione, sperimenta una forte ansia che genera queste sensazioni fisiche.

È facile pensare che questa situazione di attivazione psicofisica potrebbe far pensare a qualcosa di molto grave. In particolare, se si immagina che ciò possa avvenire alla guida di un’automobile a velocità sostenuta, potrebbero sorgere diversi problemi. Ecco perché  è importante capire quali sono i pensieri automatici negativi coinvolti.

In che modo i pensieri negativi creano l'ansia?

Secondo la psicologia cognitiva, le emozioni e i comportamenti sono generati da una serie di pensieri automatici che le persone fanno, spesso inconsapevolmente.

Questo significa che anche nel momento in cui la persona che ha paura di guidare in autostrada porta con sé una serie di credenze disfunzionali che alimentano l’ansia e lo immobilizzano. Sia che si trovi in una situazione simile, sia che immagini di farlo.

In questi casi l’ansia è l’emozione principale e spesso può trasformarsi in panico, aumentando fortemente tutti i sintomi sopra descritti. Perciò, visto che l’ansia è causata da pensieri “catastrofici”, terribili, che valutano la situazione come minacciosa e tremenda, quelli che più spesso è possibile individuare sono:

  • Oddio! Se dovessi sentirmi male mentre guido in autostrada sicuramente potrei perdere il controllo del mezzo e fare un incidente!
  • Se dovessi sentirmi male, non potrei fermarmi e non ci sarebbe nessuno ad aiutarmi. Sarebbe terribile!

Come vedi, questi sono due pensieri che hanno la classica struttura ansiosa: “Se…allora…”.

Perché ho paura di guidare in autostrada: evitare.

Paura, ansia e pensieri catastrofici

In seguito, durante in lavoro terapeutico secondo il modello cognitivo, e una volta valutata la presenza di pensieri simili, si dovrebbero approfondire. Infatti, per ogni persona “fare un incidente” o “essere da sola al momento del bisogno” potrebbe significare qualcosa di diverso. Spesso, si associano a queste immagini il timore di morire, di soffrire, ma anche di far del male agli altri. Oppure, potrebbe esserci la paura del giudizio conseguente alla propria “irresponsabilità” per aver causato un incidente, o per le spese economiche e legali da sostenere. Probabilmente, per la maggior parte delle persone, l’autostrada rappresenta un contesto particolarmente sensibile, vista la velocità dei veicoli.

Come puoi immaginare, ogni situazione è diversa ed è strettamente collegata alla storia di vita della persona.

Perchè non riesco a superare questa paura?

Uno dei problemi maggiori per chi cerca di capire perché ha paura di guidare in autostrada è il fatto che spesso non riesce nemmeno provarci! Questo è comprensibile, poiché l’ansia è talmente elevata che impedisce di mettersi in una situazione considerata rischiosa.

Tuttavia, il mantenimento del problema segue una logica strana. Inizialmente, la persona con questa paura sente che non provare a mettersi al volante è una buona soluzione al problema, in quanto l’ansia diminuisce all’istante. Infatti, togliendo il pensiero di dove mettersi alla guida, si elimina anche lo scenario terribile causa di disagio.

In generale, è possibile dire che così facendo non si possono raccogliere prove in favore anche di altre ipotesi, diverse da quella terribile su cui ci si focalizza, ossia di star male.

Più che chiederci se esista una sorta di trauma passato che influenza il presente, dobbiamo considerare il fatto che la paura non permette di guidare. Quindi, così facendo non si affronta mai il problema e continua a rimanere tale.

Perché ho paura di guidare in autostrada: come guarire.

La paura di guidare in autostrada: come guarire

Uno dei punti chiave della terapia cognitiva-comportamentale è quello di spezzare i circoli viziosi che formano i fattori di mantenimento del problema, come l’evitamento sopra descritto.

Quando una persona mi racconta del perché ha paura di guidare in autostrada, cerco sempre di capire quali sono i timori più profondi. Questo è utile per impostare correttamente l’intervento. Infatti, la tecnica cognitiva più utile che può aiutare a superare questa paura è la rivalutazione dei pensieri automatici negativi. Modificando i pensieri disfunzionali è possibile sostituirli con alcuni più funzionali che permettano di abbassare l’ansia anticipatoria e di iniziare a fare degli esperimenti comportamentali. Con questo termine, si indica una tecnica che consente di avvicinarsi gradualmente al problema. Ovviamente, queste tecniche possono essere applicate in un contesto clinico adeguato, che preveda anche l’insegnamento di esercizi per rilassarsi.

 

Se hai altre curiosità sulla paura di guidare in autostrada o vuoi raccontarmi la tua esperienza, puoi inviarmi una mail dal modulo di contatto. Risponderò nel più breve tempo possibile!

 

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7 commenti su “La paura di guidare in autostrada”

  1. Giuseppe Sagace

    Gent.mo Dottore, sono un uomo di 39 anni ormai e da quando ho preso la patente ho sempre avuto paura di guidare su strade statali o autostrade dove ci siano guardrail… il solo vederli mi mette ansia, inizio già a pensare a quanto tempo occorre per uscire ed arrivare a destinazione… a volte mi sono dovuto fermare in piazzole di sosta tremante dalla paura… mani sudate, tremori e necessità impellente di minzione… riparto poco dopo con a volte anche le quattro frecce a velocità massima di 60 km/h… poi se ci sono dei ponti o delle gallerie ancora peggio… cerco vie alternative per evitarli… ora che lavorerò a 100 km da casa sono davvero in crisi… come posso una volta per tutte superare quest’incubo che mi accompagna da sempre? Sono andato da uno psicologo gli ho parlato del problema però non mi ha dato dei consigli utili al caso… non so davvero cosa fare mi sento un uomo incompleto… e un pericolo per me e per gli altri. Grazie per la comprensione e consigli.

    1. ziglioli.francesco

      Il suo quadro è abbastanza comune, così descritto. Probabilmente, lei non ha bisogno di uno psicologo “che le dka consigli”, cosa che generalmente non viene fatto o comunque non porta a miglioramenti significativi, ma ha bisogno di uno psicologo che sia anche psicoterapeuta, per affrontare il suo disagio alla radice con un eventuale psicoterapia.

    2. Ciao Giuseppe, mi “fa piacere” pensare di non essere sola in questa situazione! Ho trent’anni, sono una ragazza abbastanza ansiosa, ma da appena diciottenne ho iniziato a guidare in lungo e in largo, senza alcun problema. Sono sempre stata quella del “prendo io l’auto”; i miei passeggeri si sono sempre sentiti al sicuro con me e mi hanno sempre riempita di complimenti per l’ottima guida. L’autostrada mi piaceva molto, ad eccezione dei ponti perché non li ho mai reputati sicuri (anche prima del tragico evento del ponte Morandi, che quindi ha confermato ulteriormente la mia paura) in ogni caso sono sempre riuscita ad affrontarli. Poi, all’improvviso, da circa due anni non riesco più a guidare con serenità nelle strade statali/autostrade, ma solo in città. Per raggiungere luoghi più lontani mi affido ad altre persone o pianifico attentamente il percorso per strade interne (non ti dico quanto ci impiego). Ti scrivo perché mi ritrovo con te nel discorso del guardrail, della strada dritta e chiusa, della non possibilità di fermarsi quando si vuole, di non avere vie d’uscita disponibili al momento giusto. I sintomi che hai descritto sono esattamente quelli che provo anche io, sudorazione, tremore, in più tachicardia, mancanza d’aria, peso sul petto, necessità di bere acqua. Anche io ho spesso attivato le doppie frecce e rallentato, per poi uscire alla prima possibilità. Nonostante tutto ho provato a continuare a guidare per qualche breve tratto, a volte con ottimi risultati, altre volte da dimenticare e rimanere ferma per mesi e mesi. Con qualcuno in auto mi sento ancora più in ansia perché responsabile anche di altri. Sono andata da uno psicologo tempo fa e pian piano siamo riusciti a costruire qualcosa. O, meglio, a decostruire il pensiero ansioso. E come scrive il Dott. Ziglioli, psicologo o psicoterapeuta non sono figure che danno soluzioni, ma mi sento di dire che trovano strade (per rimanere in tema ;)) insieme a te. Abbiamo fatto ipotesi sui fattori scatenanti, alcune le abbiamo scartate, altre tenute e sviluppate. Ti assicuro che è una bella sensazione analizzare i fatti e le emozioni, sviscerarne i retroscena, uno ad uno. Dare un nome alle paure. E vedrai che si sbloccano anche altri piccoli ingranaggi e ti vedrai sbocciare in altri contesti. Il fatto di sentirsi senza via di fuga almeno per me potrebbe essere collegato al non sentirmi pienamente soddisfatta nella vita, incompleta. Se ti senti incompleto alla guida, è perché ci sono altre “incompletezze” da vagliare. La nostra paura di guidare è ovviamente solo una conseguenza. Ci vuole tempo, e se sono qui a scrivere sto manoscritto alle 3 di notte è perché non riesco a dormire pensando alla guida in strada e mi sono messa a cercare su Google “paura di guidare in autostrada” (è la prima volta che lo faccio dopo tutto questo tempo). Vorrei tanto partecipare a gennaio ad un corso che mi servirebbe per la mia formazione, ma si svolgerà a 200km di distanza. Collegamenti treni e bus inesistenti, e da settimane sto pensando se iscrivermi o no. Un tempo mi sarei iscritta all’istante, oggi rifletto millenni solo perché ho paura di come andarci. Comunque oggi mi sono iscritta, un modo come andarci lo troverò. Ci proverò. E non voglio perdere la speranza. Mi sono dilungata un po’ troppo, forse volevo solo tirare fuori la mia paura a persone che provano più o meno le stesse sensazioni. Allo stesso tempo forse ho scritto per incoraggiarti ad affidarti a qualcuno competente, sarà di certo un grande aiuto. Continuerei a scrivere tante altre cose, ma mi fermo qui!

      1. Ciao Irene,
        Leggendoti mi sono rivista per filo e per segno nella tua descrizione. Anch’io patente presa a 18 anni e sempre stata super spavalda alla guida, piede pesante, andavo ovunque ed ero fiera di me. Ora che di anni ne ho quasi 37 invece è già da qualche anno che evito autostrade e tangenziali, cerco percorsi alternativi, evito eventi e situazioni dove non saprei come andare e mi sento delusa da me stessa, perché non riesco a superare questa cosa.. sono in cura da qualche anno da una psicologa cognitivo comportamentale e sto molto meglio di molti disturbi si ansia che avevo, ma la paura della guida non riesco a superarla. Il pensiero di mettermi in auto su una tangenziale o autostrada non mi fa dormire la notte, se sono passeggero in macchina e penso che dovrei guidare io in quei pezzi di strada senza potermi fermare quando voglio mi sento opprimere. Tutto sto Pippone per chiedere, tu come sei riuscita a risolvere? Io non pretenderei nemmeno di guidare per 200 km, mi basterebbe essere però autonoma almeno nelle vicinanze di casa.
        Grazie se vorrai rispondermi. Un abbraccio

  2. Ciao sono Tiziana e di anni ne ho 46..negli ultimi anni la paura o fobia non so come chiamarla di guidare in autostrada o tangenziale mi perseguita…..ho perso il lavoro l anno scorso e mi ritrovo a pensare se mai trovassi un lavoro fuori come farò?…mi manca il respiro al solo pensiero…la mia paura e ‘…E se sbaglio strada o meglio uscita ..dove vado a finire.?…questo mi limita un sacco….non so cosa fare!!!!!!!

    1. ziglioli.francesco

      È un pensiero che si riscontra molto più frequentemente di quanto si possa pensare. Va trattato in psicoterapia.

  3. eccomi, anche io ho una paura tremenda di guidare in autostrada! ho paura di non riuscire a prendere il biglietto in entrata, o meglio di prenderlo ma che una folata di vento me lo porti via ..io ho quasi 50 anni e non ho mai guidato in autostrada, faccio però statali e provinciali a scorrimento veloce senza problemi…ora mi trovo davvero a voler e dover vincere questa paura perchè ho i genitori anziani a 150 km da me e ho bisogno di raggiungerli all’occorrenza senza dipendere da mio marito. Questa domenica proverò per la prima volta il tragitto, andrò di mattino presto così non c’è traffico e la domenica i camion non viaggiano…starò sempre sulla corsia di destra così non devo cambiare corsia per l’uscita…io mi fido di come guido, ma ho paura di manovre azzardate di altri automobilisti. Quando guida mio marito, io da passeggera osservo gli altri automobilisti e ne vedo tanti al cellulare, anche in autostrada, senza parlare di quelli che cambiano corsia senza mettere la freccia…ma non ho scuse, devo farcela, devo avere più fiducia in me stessa.

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