Ansia di parlare in pubblico. La fobia sociale.

L’ansia di parlare in pubblico

Nel corso della loro vita, molte persone si trovano a provare ansia a causa del fatto che devono parlare in pubblico. Non è una cosa rara, ma se prende il sopravvento e diventa sistematica, può causare notevoli disagi. Inoltre, la persona che ha troppa ansia di parlare in pubblico non riuscirà ad affrontare le situazioni sociali con la dovuta serenità che gli consenta di fare una avere una buona performance.

In generale, le situazioni sociali in cui è possibile assistere a questo disagio sono molte: a scuola, in classe, al lavoro, in palestra, per strada. Non esiste un luogo predefinito, ma la persona che prova questo tipo di ansia è propenso a generalizzare il suo comportamento a tanti ambiti della sua vita.

Ho già trattato l’argomento dell’ansia in varie forme, per esempio quella “da prestazione sessuale” oppure “da prestazione scolastica e lavorativa”. Quello che scrivo in questo articolo fa riferimento alla “fobia sociale”, anche nota come “ansia sociale”.

Sintomi

Quali sono i sintomi dell’ansia sociale?

Avere ansia di parlare in pubblico è solo uno delle manifestazioni della fobia sociale. Infatti, oltre alla classica sintomatologia ansiosa, causata dal fatto che è presente l’ansia, in questa condizione c’è un’altra componente molto invalidante: la vergogna.

In dettaglio, secondo il più recente Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5), i criteri essenziali per fare diagnosi di questo tipo sono:

  • La persona deve provare paura o ansia significativa in situazioni sociali che comportino il giudizio altrui, ad esempio: esami, verifiche, colloqui, discorsi pubblici. Inoltre, queste emozioni si possono provare anche quando si incontrano sconosciuti o quando si ha una conversazione, ma anche quando si mangia o si beve in pubblico;
  • È presente il timore che si potranno manifestare i sintomi fisiologici e comportamentali della vergogna e che questi potranno essere giudicati in modo negativo dagli altri;
  • Le situazioni sociali sono evitate;
  • L’ansia crea un disagio significativo per più di 6 mesi in diverse aree: individuale, sociale, relazionale e lavorativo;
  • La condizione non è causata dall’assunzione di sostanze o ad altri motivi medici.

Da un punto di vista statistico, l’età più frequente di insorgenza del Disturbo da Ansia Sociale (DAS) è tra gli 11 e i 20 anni.

Il modello dell’ansia sociale

Il modello dell'ansia sociale

Secondo l’approccio cognitivo, l’ansia sociale è composta da 3 fasi in sequenza:

Fase anticipatoria

È caratterizzata da un’intensa attivazione psicofisica, che coincide con l’ansia, prima che si verifichi la situazione sociale temuta. In questa fase, la persona che ha ansia di parlare in pubblico può anticipare mentalmente atteggiamenti e sensazioni che potrà avere e che lo potrebbero esporre a critiche. Inoltre, immagina anche possibili reazioni negative da parte degli altri. Questa fase può essere di durata variabile, da ore a giorni a settimane, con la conseguenza che si alimenta il peggio.

Fase di esposizione

Il periodo in cui la persona si trova nella situazione sociale temuta. In questo momento, vede le altre persone come giudicanti e svilenti. Inoltre, focalizza l’attenzione su sé stesso, sulla sua performance e sul suo stato fisiologico, per controllare i segnali di vergogna. L’attenzione selettiva porta in primo piano questi segnali che contribuiscono ad alimentare l’ansia, la vergogna stessa e la sensazione di dover scappare. In questa fase, la persona teme di poter vedere la sua immagine sociale rovinata dal giudizio negativo degli altri.

Fase di elaborazione

Inn seguito all’esposizione, la persona si valuta per quanto ha fatto. Continuando a pensare alla propria performance, si alimenta la sensazione di non essere stato adeguato e che gli altri abbiano potuto giudicarlo negativamente.

Il ruolo della vergogna nell’ansia di parlare in pubblico

Ansia di parlare in pubblico. La vergogna

Tutti gli esseri umani sono predisposti geneticamente a ricercare negli altri, o almeno alcuni altri in determinate circostanze, una valutazione positiva. Inoltre, vale anche il contrario, ovvero che le persone tendono a non voler ricevere valutazioni negative.

In generale, possiamo affermare che gli esseri umani tendono a voler raggiungere una buona immagine sociale e quindi investono risorse ed energie affinché l’idea che hanno gli altri di loro stessi possa essere positiva.

La “buona immagine” riveste un ruolo importante, poiché è l’elemento che, se non raggiunto, genera la vergogna. Infatti, la vergogna è l’emozione che si prova quando si assume che lo scopo della buona immagine sia compromesso o minacciato di compromissione, cioè che si è oggetto di una valutazione negativa da parte di altri (Castelfranchi, 1989).

Vergognarsi della vergogna

I sintomi fisiologici della vergogna sono abbastanza evidenti: arrossire, balbettare, sudare ed altro ancora.

Tuttavia, si pensa che il problema non sia la vergogna in sé. Se diamo per vero che ogni evento è interpretato dall’uomo e rielaborato mentalmente, è possibile osservare come le persone che hanno ansia di parlare in pubblico si valutino per il semplice fatto di aver mostrato vergogna.

Infatti, in questi casi si parla di “metavergogna”, ovvero una “vergogna al quadrato”. L’ansioso sociale si giudica e si percepisce in una situazione ancora più passibile di giudizio rispetto a quella originaria (per esempio, un colloquio), semplicemente per il fatto che si sta vergognando.

Se ti senti in una situazione simile ti invito a scrivermi o a chiamarmi. Altrimenti puoi anche leggere il mio metodo di lavoro per conoscermi meglio.

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